Bergamotto, quel tesoro di Calabria che combatte il colesterolo cattivo

15 gennaio 2017

A Brancaleone tre giorni di lavori per scoprire le virtù dell’agrume la cui produzione globale si concentra al 90% in un piccolo territorio nel cuore della Locride. Gli esperti presenteranno ulteriori ricerche sui suoi benefici per la salute e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e discuteranno della sua importanza per l’industria profumiera e per l’arte dolciaria

di GIUSEPPE BALDESSARRO


REGGIO CALABRIA
–  Fa bene al cuore, consente di tenere sotto controllo il colesterolo alto, è un disinfettante naturale e aiuta le vie respiratorie. E’ storicamente noto per essere il prodotto base per la cosmesi della grande industria italiana e francese, ed è un aromatizzante straordinario per l’arte dolciaria più raffinata, ma alcune ricerche recenti lo segnalano soprattutto come un frutto dalle straordinarie capacità curative. Nella provincia di Reggio Calabria lo chiamano “l’oro verde”, e in effetti il bergamotto è oro perché a fronte di una produzione molto contenuta rappresenta una scommessa economica e scientifica su cui gli operatori agricoli locali puntano in maniera decisa.

“Il bergamotto, medicina del cuore” è il titolo del convegno di tre giorni (si concluderà domani) che si tiene a Brancaleone, in provincia di Reggio Calabria, per analizzare dal punto di vista scientifico le potenzialità d’uso in campo medico ed alimentare dell’agrume calabrese. Un simposio approfondirà le potenzialità e le nuove scoperte fatte da esperti e ricercatori sulle 350 componenti di un frutto prodotto di cui il 90%  della produzione è ristretta in un piccolo fazzoletto di terra che va da Villa San Giovanni, sullo Stretto di Messina, a Siderno, nel cuore della Locride.

Mille e 500 ettari di agrumeti in tutto, che forniscono una media annuale di 200 mila chili di bergamotto lavorato e spremuto per ottenere un’essenza da collocare su un mercato mondiale in continua espansione. Colore cha va dal verde al giallo, a seconda del grado di maturazione, il bergamotto ha le dimensioni di una normale arancia e l’aspetto che, a un occhio poco attento, potrebbe apparire quello di un limone. Difficile da mangiare, a causa del suo sapore forte, la sua essenza (per farne in chilo ci vogliono circa 200 frutti) è però sempre più richiesta dai mercati per gli usi più diversi.

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